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Il mistero della “Donna che grida”
Immagina di trovarti di fronte a una mummia che sembra essere intrappolata in un grido perpetuo. Sembra qualcosa uscito da un film dell'orrore, vero?
Nuove tecnologie, nuove rivelazioni
Un gruppo di ricercatori, guidato dal professor Sahar Saleem, ha utilizzato tecnologie all'avanguardia, come la tomografia computerizzata e la spettroscopia infrarossa, per svelare i segreti di questa mummia.
Inoltre, questa analisi ha rivelato che la donna aveva circa 48 anni al momento della sua morte e soffriva di diverse condizioni di salute. Ma la cosa più sorprendente è stata la scoperta che non le era stata praticata un'incisione per l'imbalsamazione.
Uno sguardo al commercio funerario
Lo che realmente mi affascina di questa scoperta è come mostra la sofisticazione del commercio nell'antico Egitto.
L'uso di questi ingredienti non era solo per l'aroma; agivano come conservanti, aiutando a preservare il corpo. Quindi, mentre pensavi che la mummificazione fosse solo una questione di avvolgere e sigillare, sorpresa! C'era tutto un processo chimico dietro a questo.
Più di un grido, un legato
La “Donna che grida” non è solo un caso isolato. I suoi capelli tinti con henné e ginepro, combinati con la parrucca realizzata a partire da palma da dattero, dimostrano che il desiderio di bellezza e giovinezza era tanto importante allora quanto lo è oggi.
Fino al 1998, questa mummia è rimasta nella Scuola di Medicina Kasr Al Ainy al Cairo, dove sono stati condotti molti studi su di lei. Attualmente, il suo legato è ancora vivo, esposto al Museo Metropolitano di New York.
Quindi, cosa ne pensi? Ti sembra che l'antico Egitto avesse più segreti di quanto pensiamo? Fammi sapere le tue idee!