Ci sono temi che meritano qualcosa in più di una data sul calendario. Il rispetto, la cura e la protezione degli anziani sono tra questi.


Ogni 15 giugno si celebra la Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’abuso e il maltrattamento degli anziani. Questa ricorrenza mira a rendere visibile una realtà che spesso rimane nascosta nelle case, nelle istituzioni o nelle relazioni di dipendenza.


La data è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2011. Tuttavia, l’iniziativa è iniziata nel 2006, promossa dall’International Network for the Prevention of Elder Abuse (INPEA) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Il suo obiettivo è chiaro: richiamare l’attenzione sui maltrattamenti nei confronti delle persone anziane e promuoverne salute, benessere, autonomia e dignità. Invita inoltre governi, organizzazioni, famiglie e comunità a sviluppare migliori strumenti di prevenzione e protezione.


Perché è importante parlare dei maltrattamenti agli anziani


L’abuso nella terza età può assumere forme diverse. Non lascia sempre un segno visibile né avviene attraverso un’aggressione fisica. Può manifestarsi anche come maltrattamento emotivo, abbandono, negligenza, isolamento, abuso economico o controllo ingiustificato delle decisioni personali.


Alcune persone anziane non denunciano per paura, vergogna o dipendenza economica o affettiva. Altre temono di rimanere sole o di provocare un conflitto familiare. Possono persino avere difficoltà a riconoscere ciò che stanno vivendo come una forma di abuso.


Per questo, questa giornata rappresenta un grande richiamo collettivo. Ci ricorda che prestare attenzione, ascoltare senza giudicare e offrire aiuto può cambiare una vita.


Il nastro viola rappresenta questa giornata mondiale. Quando lo vedrai il 15 giugno, ricorda che non è soltanto un simbolo: è anche un invito a guardare ciò che accade vicino a te.


Segnali che una persona anziana potrebbe aver bisogno di aiuto


Pensa per un momento agli anziani che fanno parte del tuo ambiente. Qualcuno appare più silenzioso, timoroso o isolato del solito? Qualcuno controlla il suo denaro, le sue telefonate o le sue visite senza una ragione chiara?


Un singolo segnale non conferma necessariamente una situazione di abuso. Tuttavia, è bene prestare attenzione quando compaiono cambiamenti improvvisi o più indizi insieme, come:



  • Lesioni frequenti o spiegazioni poco chiare su colpi e cadute.

  • Paura, ansia o disagio di fronte a una persona specifica.

  • Mancanza di igiene, cibo, farmaci o cure di base.

  • Improvviso isolamento da amici e familiari.

  • Movimenti bancari insoliti o perdita inattesa di effetti personali.

  • Decisioni prese da altri senza considerare la sua volontà.


Se qualcosa ti preoccupa, avvicinati con calma e parla in privato. Evita di fare pressione o di interrogare la persona. Puoi iniziare con una domanda semplice: “Ti noto diverso, c’è qualcosa in cui posso aiutarti?”.


In caso di pericolo immediato, contatta i servizi di emergenza della tua zona. Se non si tratta di un’urgenza, chiedi orientamento ai servizi sociali, ai centri sanitari o agli enti specializzati nella protezione delle persone anziane.


Come rispettare e prendersi cura degli anziani ogni giorno


Non è necessario aspettare il 15 giugno per partecipare. Anche i gesti quotidiani aiutano a costruire una società più rispettosa. Ecco alcuni modi concreti per dare il tuo contributo:



  1. Pratica l’ascolto attivo. Metti da parte il cellulare, guarda la persona e permettile di finire di parlare. I suoi ricordi, le sue preoccupazioni e le sue opinioni meritano un’attenzione autentica, non un ascolto frettoloso.

  2. Abbi pazienza. Alcune attività o conversazioni possono richiedere più tempo. Lasciare spazio senza mostrare irritazione trasmette affetto ed evita che la persona si senta un peso.

  3. Chiama e fai visita con regolarità. Un messaggio, una telefonata o una breve visita possono alleviare la solitudine. Non serve organizzare qualcosa di straordinario: chiedere com’è andata la sua giornata può già essere significativo.

  4. Aiuta con la tecnologia senza ridicolizzare. Spiega ogni passaggio con calma. Puoi annotare istruzioni semplici o configurare scorciatoie. L’obiettivo è favorire la sua autonomia, non fare tutto al suo posto.

  5. Dai valore alla sua opinione. Chiedi cosa desidera e rispetta le sue decisioni ogni volta che è possibile. Accompagnare non significa controllare.

  6. Offri compagnia durante le visite mediche. Se accetta il tuo aiuto, accompagnala e prendi appunti. Cerca di farla continuare a partecipare alla conversazione e non parlare come se non fosse presente. Per approfondire la cura preventiva, puoi leggere perché è importante che un medico controlli il ritmo cardiaco.

  7. Condividi attività piacevoli. Cucinare, passeggiare, guardare fotografie, curare le piante o giocare a carte rafforza il legame. Inoltre, trascorrere del tempo tra generazioni può essere molto prezioso; potrebbe interessarti anche sapere perché i nonni possono trarre beneficio dal trascorrere del tempo con i nipoti.

  8. Abbi cura dei piccoli gesti di cortesia. Salutare, ringraziare, offrire un posto a sedere o chiedere prima di aiutare sono dettagli semplici che riconoscono la presenza e la dignità dell’altra persona.

  9. Evita di infantilizzare. Non usare un tono condiscendente né dare per scontato che una persona anziana non capisca. L’età non cancella la sua identità, le sue preferenze né il suo diritto di decidere.

  10. Intervieni di fronte alla mancanza di rispetto. Se qualcuno umilia, ignora o tratta male una persona anziana, non normalizzare la situazione. Metti un limite con fermezza e cerca sostegno quando necessario.


Prendersi cura senza togliere autonomia


A volte, con l’intenzione di proteggere, la famiglia finisce per prendere tutte le decisioni. Una cura sana non consiste nell’imporre, ma nel chiedere, spiegare e accordarsi.


Prima di spostare i suoi effetti personali, gestire il suo denaro o decidere una visita medica, parlane con la persona. Chiedile di cosa ha bisogno e come preferisce ricevere aiuto. Anche quando esistono limitazioni, è importante coinvolgerla il più possibile.


È utile anche rivedere i pregiudizi quotidiani. Frasi come “sei troppo grande per questo” o “tu non puoi capirlo” possono sembrare innocue, ma riducono la persona alla sua età. Ogni anziano ha una storia, una personalità e capacità diverse.


La prevenzione inizia anche in famiglia


Proteggere gli anziani implica mantenere una rete di contatti e non lasciare tutta la responsabilità a una sola persona. Anche l’esaurimento di chi presta assistenza ha bisogno di attenzione, riposo e sostegno. Dividere i compiti e chiedere aiuto professionale quando serve può prevenire situazioni di tensione o negligenza.


Inoltre, è utile parlare in anticipo di questioni mediche, economiche e familiari. Affrontare questi temi con rispetto evita confusioni e permette di conoscere la volontà della persona.


Anche la cura del cervello fa parte del benessere durante la terza età. Se desideri approfondire le abitudini preventive, puoi consultare quali cambiamenti possono aiutare a proteggere la salute cerebrale e ad aggiungere qualità alla vita.


Rispettare gli anziani significa riconoscere chi sono oggi, non soltanto ciò che hanno fatto in passato. Tutti meritiamo di arrivare a questa fase della vita sentendoci ascoltati, al sicuro e amati.


Questo 15 giugno, e durante tutto l’anno, guardati intorno. Una telefonata rimandata, una conversazione tranquilla o un intervento tempestivo possono essere molto più importanti di quanto immagini. 💜