Sommario
- Mito 1: Andare in terapia è pagare qualcuno per ascoltarti
- Mito 2: Vanno in terapia solo le persone che sono “pazze” o che hanno vissuto qualcosa di estremo
- Mito 3: Parlare con un amico o un familiare è meglio che andare in terapia
- Mito 4: La terapia è per le persone mentalmente deboli
- Mito 5: La terapia è troppo costosa per potervi andare
- Mito 6: La terapia è solo per certe persone o per certi gruppi sociali
- Come capire se la terapia può aiutarti
- La terapia come spazio di crescita personale
Segui Patricia Alegsa su Pinterest!
È evidente che la terapia psicologica oggi gode di una maggiore accettazione sociale rispetto a dieci anni fa. Eppure, circolano ancora molti miti che fanno sì che alcune persone esitino, rimandino o persino provino vergogna nel chiedere aiuto.
Ed è importante dirlo: andare in terapia non significa che tu stia fallendo. Significa che stai cercando strumenti per capirti meglio, mettere ordine in ciò che senti e prendere decisioni con più chiarezza.
Qui troverai sei miti frequenti sulla terapia, insieme a uno sguardo più realistico e umano. L’idea non è convincerti a tutti i costi, ma aiutarti a considerare questa possibilità con meno paura e più informazioni. 🌿
Mito 1: Andare in terapia è pagare qualcuno per ascoltarti
Questo è uno dei miti più comuni. Molte persone credono che una seduta di terapia consista semplicemente nel sedersi a parlare mentre qualcuno ascolta in silenzio.
La realtà è diversa. Uno psicoterapeuta non ascolta soltanto. Osserva anche i modelli ricorrenti, fa domande, ti aiuta a ordinare le idee e può accompagnarti a trovare nuovi modi per affrontare ciò che stai vivendo.
Parlare con un professionista preparato e obiettivo può offrirti una prospettiva diversa. A volte, quando sei dentro al problema, tutto appare confuso. La terapia può aiutarti a separare emozioni, pensieri e fatti.
Per esempio, magari arrivi dicendo: «Non so perché finisco sempre esausta nelle mie relazioni». In terapia puoi iniziare a scoprire se fai fatica a mettere dei limiti, se ripeti legami che ti fanno male o se ti carichi di responsabilità che non ti spettano.
Mito 2: Vanno in terapia solo le persone che sono “pazze” o che hanno vissuto qualcosa di estremo
Questa idea ha fatto molto male. Andare in terapia non è sinonimo di essere “pazzi”, né bisogna toccare il fondo per chiedere aiuto.
Alcune persone iniziano la terapia dopo un trauma, una perdita, una separazione o una crisi forte. Ma molte altre ci vanno perché desiderano conoscersi meglio, migliorare l’autostima, gestire lo stress, prendere decisioni importanti o attraversare una fase di cambiamento.
Puoi andare in terapia anche se dall’esterno «sembra che vada tutto bene». Magari hai un lavoro, un partner, amici, eppure senti ansia, vuoto, colpa o stanchezza emotiva. Anche questo merita attenzione.
Se ti trovi in un momento in cui senti di dover cambiare rotta, può esserti utile leggere 5 segnali chiari che devi ricominciare da capo nella tua vita.
Mito 3: Parlare con un amico o un familiare è meglio che andare in terapia
Gli amici e la famiglia possono essere una meravigliosa rete di sostegno. A volte una conversazione sincera con qualcuno che ti vuole bene allevia tantissimo.
Ma non svolgono lo stesso ruolo di uno psicoterapeuta. Le persone vicine di solito hanno emozioni, opinioni e aspettative su di te. Possono consigliarti con affetto, sì, ma anche a partire dalle loro paure, dalle loro esperienze o dalle loro ferite.
Un professionista, invece, può offrirti uno spazio più neutrale. Non è lì per giudicarti, accontentarti o dirti ciò che la famiglia vuole sentirsi dire. È lì per aiutarti a comprendere ciò che ti accade e accompagnarti nel tuo percorso.
La terapia non sostituisce i tuoi cari. Piuttosto, può aiutarti a relazionarti meglio con loro, a comunicare con più chiarezza e a riconoscere di cosa hai bisogno in ogni legame.
Se questo tema tocca le tue relazioni personali, questo articolo su consigli per evitare conflitti e migliorare le tue relazioni può offrirti idee pratiche per la vita di tutti i giorni.
Mito 4: La terapia è per le persone mentalmente deboli
Chiedere aiuto non ti rende debole. Al contrario: spesso richiede coraggio riconoscere che qualcosa fa male, che qualcosa si ripete o che non riesci più a reggere tutto da sola.
La forza emotiva non consiste nel sopportare senza sentire. Non consiste nemmeno nel sorridere mentre dentro ti stai spezzando. La vera forza inizia quando riesci a guardarti con onestà.
Andare in terapia può essere un atto profondo di conoscenza di sé. Ti permette di identificare i tuoi bisogni, rivedere le credenze, capire le tue reazioni e imparare risorse per prenderti cura di te meglio.
Inoltre, chiedere aiuto in tempo può evitare che certi disagi si accumulino. Non devi aspettare di essere al limite per fare qualcosa per te.
Se ti costa darti il permesso di prenderti cura di te, forse può esserti utile approfondire come costruire l’amore per te stessa senza colpa né vergogna.
Mito 5: La terapia è troppo costosa per potervi andare
È vero che la terapia può avere un costo importante, e non tutte le persone hanno lo stesso accesso. Negarlo sarebbe poco realistico.
Ma esistono anche più alternative di quante spesso se ne conoscano. In alcuni luoghi ci sono centri comunitari, università con assistenza supervisionata, servizi pubblici, fondazioni, programmi di salute mentale, terapia online o professionisti con tariffe agevolate.
Se hai un’assicurazione sanitaria, potresti avere una copertura parziale o ticket più bassi. Se non ce l’hai, puoi comunque informarti sulle opzioni accessibili nella tua zona.
Una buona idea è scrivere un elenco di possibilità:
- consultare i centri di salute mentale vicini;
- chiedere dell’assistenza psicologica nelle università;
- cercare terapeuti che offrano modalità virtuale;
- informarsi su programmi gratuiti o a basso costo;
- chiedere con chiarezza le tariffe prima di iniziare.
Non sempre la prima opzione sarà quella ideale, ma cercare informazioni può aprire strade che prima non vedevi.
Mito 6: La terapia è solo per certe persone o per certi gruppi sociali
Per molto tempo, i media hanno mostrato un’immagine molto limitata della terapia: studi eleganti, pazienti di un certo livello economico e terapeuti con un profilo molto simile tra loro.
Ma la salute emotiva non appartiene a un solo gruppo. La terapia è per chiunque abbia bisogno di sostegno psicologico, indipendentemente da origine etnica, cultura, razza, età, genere, orientamento, religione o situazione economica.
Esistono anche terapeuti con approcci, percorsi e sensibilità culturali diversi. Trovare qualcuno con cui ti senti compresa può richiedere tempo, e va bene così. La connessione terapeutica conta.
Se un’esperienza non ti ha fatto sentire a tuo agio, non significa che la terapia “non serva”. A volte significa solo che hai bisogno di un altro professionista, di un altro approccio o di un ritmo diverso.
Come capire se la terapia può aiutarti
Non devi avere già tutte le risposte per iniziare. In effetti, molte persone arrivano in terapia proprio perché non sanno da dove cominciare.
Può essere una buona opzione se senti di ripetere sempre gli stessi problemi, se fai fatica a dormire per le preoccupazioni, se l’opinione degli altri ti influenza molto, se vivi con ansia frequente o se ti costa mettere dei limiti.
Può aiutarti anche se stai attraversando una separazione, un lutto, una crisi lavorativa, un conflitto familiare o una fase di grande incertezza.
Quando l’ansia pesa troppo, puoi anche affiancare la tua ricerca con risorse come consigli efficaci per vincere l’ansia e il nervosismo. Non sostituiscono un percorso professionale, ma possono darti un primo sollievo.
La terapia come spazio di crescita personale
Dal mio punto di vista di psicologa e astrologa, credo che la terapia possa essere uno spazio molto prezioso per crescere, guarire e comprendere meglio il tuo mondo interiore.
Non deve essere un luogo freddo o intimidatorio. Può essere uno spazio in cui ti concedi di dire ciò che taci, di piangere ciò che trattieni, di mettere ordine in ciò che fa male e di riconoscere ciò di cui hai bisogno.
La terapia non promette una vita perfetta. Ma può aiutarti a vivere con più consapevolezza, a trattarti con più rispetto e a scegliere con meno paura.
Se stai pensando di iniziare un percorso, informati, fai domande, confronta le opzioni e ascolta come ti senti. Il tuo benessere emotivo merita attenzione, anche prima che tutto diventi urgente.